Angolo dello strutturista_2015 – Il workflow

Come anticipato alla fine del precedente articolo (che potete trovare qui) quest’ultimo appuntamento è dedicato all’organizzazione del progetto. Illustrerò il metodo di lavoro utilizzato per la redazione degli elaborati cui abbiamo fatto riferimento in questa serie di post, lo scopo è lasciarvi una traccia su cui modellare il vostro personale workflow. Approfondiremo inoltre alcuni aspetti come l’utilizzo dei file collegati (in particolare la condivisione delle coordinate) e l’utilizzo dei modelli di vista.

I primo passo consiste nell’esaminare la commessa nel suo insieme, pianificando il suo sviluppo al fine di scomporlo opportunamente in file più piccoli, che garantiscano una migliore gestione del modello generale.

Questo approccio ha portato alla creazione di:

  • Una cartella lavoro sul Server e, all’interno di quest’ultima:
    • Una cartella contenente le Famiglie Personalizzate.
    • Una cartella contenente i File Collegati.

Nella cartella delle Famiglie Personalizzate sono state inserite tutte le famiglie presenti nel modello, ovvero:

  • Primitiva dell’esagono.
  • Dado.
  • Bullone.
  • Rondella.
  • Piastre Trave-Trave.
  • Piastre Trave-Pilastro.
  • Piastre Pilastro-Ancoraggio al piede.

Nella cartella File Collegati, sono stati inseriti tutti i modelli che compongono il modello generale:

  • Le 4 tipologie di scale in 4 file diversi.
  • Il modulo della struttura Rack porta-tubi.
  • Il soppalco.

Per un totale di 6 file collegati.

Nel file “contenitore” che chiameremo Master, si è proceduto poi a:

  • Geo-referenziare i singoli modelli con il sistema di coordinate condivise.
  • Creare dei Modelli di vista (View Template).
  • Creare Viste per la messa in tavola (Piante, Prospetti, Sezioni, Spaccati 3D, Abachi ecc).

Vediamo ora di comprendere i meccanismi per la geo-referenzazione.

Coordinate condivise e Geo-Referenziazione dei modelli

Sappiamo che in Revit Architecture è possibile collegare tra di loro diversi file, con l’indubbio vantaggio di garantire una migliore collaborazione in caso di lavoro in team, e soprattutto ottenendo un contenimento della dimensione del file di progetto in termini assoluti. Il collegamento tra file, tuttavia pone il problema di aver un unico sistema di coordinate su cui basarsi. Ora, poiché ogni file ha un proprio sistema di coordinate condivise, si tratta in pratica di scegliere quello corretto. I casi che si possono presentare sono due.

Il sistema di coordinate condivise prescelto si trova all’interno di un file a cui si sono collegati altri file (Es: planimetria a cui sono collegati i file degli edifici).

Il sistema di coordinate condivise si trova all’interno di un file collegato ( Es: Edificio collegato alla planimetria).

In linea generale, l’acquisizione delle coordinate nel file del modello di edificio viene eseguita da un modello collegato, ad esempio dal file del modello della planimetria. Se si lavora nel modello della planimetria, può essere utile trasferire le coordinate dal modello della planimetria ai modelli degli edifici collegati.

In entrambi i casi, la pubblicazione o l’acquisizione delle coordinate viene effettuata da un modello host.

 

Schematizzazione di un normale workflow di lavoro con i file collegati.

Figura 1: Schematizzazione di un normale workflow di lavoro con i file collegati.

 

 

 

NOTA:

Gli utenti più esperti sono soliti avvalersi di 3 o più file. Uno o più per gli edifici, un file per la planimetria e un master che li contenga entrambi (Figura 1). 

In ogni caso, la pubblicazione (dal file host) o l’acquisizione (dal file collegato) delle coordinate viene definita all’interno del file host (ospitante).

Acquisizione delle coordinate.

Con l’acquisizione delle coordinate da un progetto collegato, le coordinate condivise di quest’ultimo diventano le coordinate condivise del progetto host (ospitante o Master). In relazione alla posizione dell’istanza di edificio del file collegato al progetto host. Le coordinate interne del progetto host (Punto base)  non cambiano.

In pratica il progetto Master acquisisce la coordinata Nord reale dal progetto collegato. L’origine delle coordinate condivise del progetto collegato diventa l’origine delle coordinate condivise del progetto host.

Con l’acquisizione di coordinate da un file DWG collegato da parte di un progetto di Revit, il sistema di coordinate mondiali del file DWG collegato diventa il sistema di coordinate condivise del progetto di Revit host, in base alla posizione dell’istanza DWG collegata. L’asse Y del file DWG diventa la coordinata Nord reale e l’origine del file DWG diventa l’origine del sistema di coordinate condivise del progetto di Revit.

Vediamo quale potrebbe essere una esempio di workflow per acquisire le coordinate da un file collegato all’interno di un file ospitante.

  1. Creare il file contenitore (Host o  Master).
  2. Collegare il file planimetria al file contenitore.
  3. Fare clic nella scheda Gestisci gruppo Posizione progetto e dal menu a tendina selezionare  Coordinate (Acquisisci coordinate).Posizionare il cursore del mouse su un’istanza di modello collegato e fare clic.

Il file del modello host presenta ora le stesse coordinate condivise del file del modello collegato.

NOTA:

È Possibile ottenere il medesimo risultato anche selezionando l’istanza di file collegato e facendo clic sul campo valore del parametro Sito condiviso. (Figura 2)
Le Proprietà istanza di un file collegato.

Figura 2: Le Proprietà istanza di un file collegato.

 

 

Pubblicazione di coordinate.

Come avrete intuito la pubblicazione è il processo inverso rispetto all’acquisizione; il sistema di coordinate condiviso in questo caso viene ereditato dal file ospitante che “pubblica” tale sistema all’interno dei file collegati.

La pubblicazione delle coordinate condivise da un progetto host ad un progetto collegato comporta la modifica del progetto collegato, nel senso che, all’interno di quest’ultimo, cambia la posizione del simbolo che identifica il sistema di coordinate condivise che assume quella del sistema del file host.

La coordinata Nord reale e l’origine condivisa del progetto host vengono registrate nel progetto collegato, in base alla sua posizione. il risultato è che questa posizione è ora definita sia nel progetto host sia nel progetto collegato, dove può essere utilizzata ad esempio per analisi di tipo energetico. La cosa interessante è che è possibile registrare più posizioni dell’istanza collegata, nel caso l’edificio sia posizionato più volte all’interno della planimetria (Es: villette identiche all’interno di un lotto, dormitori in campus universitari, capannoni prefabbricati etc.)

La pubblicazione delle coordinate condivise da un progetto host di Revit ad un disegno  collegato ( normalmente un file .DWG) comporta la modifica del disegno collegato. L’origine del sistema di coordinate condiviso del progetto Revit host diventa l’origine di un nuovo UCS nel file DWG. L’asse Y del nuovo UCS corrisponde alla coordinata Nord reale del progetto host. Alla pubblicazione delle coordinate, è possibile definire il nome del sistema UCS.

Per pubblicare le coordinate:

  1. Fare clic sulla scheda Gestisci gruppo Posizione progetto menu a discesa Coordinate  e scegliere (Pubblica coordinate).
  2. Posizionare il cursore su un’istanza di modello collegato e fare clic.
  3. Dal modello collegato, scegliere una posizione con nome e fare clic su OK.

NOTA:

Definire una Posizione con nome, ha lo scopo di permettere la registrazione all’interno del file collegato di diverse posizioni dello stesso edificio all’interno del file host; È il caso in cui un edificio è presente più volte all’interno di una planimetria. Il classico esempio è quello del campus universitario, dove l’ edificio “dormitorio” è posizionato numerose  volte all’interno della planimetria.

Il file di modello collegato presenta ora le stesse coordinate condivise del file di modello host.

Modelli di Vista – View Template

I modelli di vista sono dei  template in cui vengono salvate numerose impostazioni  (scala, categorie di elementi visibili,  loro “stile” di rappresentazione etc.) attinenti all’aspetto grafico delle viste e degli elementi in esse contenuti. Lo scopo è di poter applicare le medesime impostazioni rapidamente ad altri elaborati progettuali.

È possibile creare un modello di vista duplicando un modello esistente e apportando le modifiche necessarie, o definendo le impostazioni grafiche direttamente in una vista e poi salvandole in un modello. Questo secondo metodo è  mio avviso più pratico perché consente di avere il pieno controllo (visuale) su ciò che si sta facendo.

È anche possibile creare un modello di vista da una vista di progetto o direttamente dalla finestra di dialogo Opzioni di visualizzazione grafica.

Visto che abbiamo detto che creare un modello di vista da una esistente è il metodo più pratico, vediamo i passaggi per eseguire l’operazione:

  1. Nel Browser di progetto è necessario selezionare la vista dalla quale si desidera creare il modello di vista.
  2. Effettuare tutte le impostazioni grafiche secondo le necessità. A titolo di esempio: impostare la scala, attivare o disattivare le ombre, cambiare la rappresentazione grafica di alcune categorie di elementi etc.
  3. Fare clic sulla scheda Vista gruppo Grafica menu a discesa e di seguito  Crea modello da vista corrente. In alternativa, e molto più velocemente è possibile fare clic con il pulsante destro del mouse e scegliere Crea modello dalla vista. (Figura 3)
Figura 3 - Creazione di un modello di vista dal browser di progetto.

Figura 3 – Creazione di un modello di vista dal browser di progetto.

 

  1. Nella finestra di dialogo Nuovo modello vista, è necessario digitare un nome che lo identifichi. (Figura 4)
Figura 4 - La finestra di dialogo nuovo modello di vista.

Figura 4 – La finestra di dialogo nuovo modello di vista.

 

  1. Nella finestra di dialogo Modelli vista (Figura 5) che viene visualizzata potete:
    1. Modificare i valori delle proprietà del modello secondo le necessità ( nel caso si discostassero da quelli che avete definito per la vista selezionata).
    2. Fare clic su OK per creare il modello di vista.
Figura 5 - La finestra di dialogo Modelli.

Figura 5 – La finestra di dialogo Modelli.

 

La creazione di modelli di vista in progetti di dimensioni notevoli, è fondamentale, onde evitare la reiterazione di procedure lunghe e noiose, quindi, che come è universalmente riconosciuto amplificano le possibilità di dimenticare qualche passaggio e/0 commettere errori. Questo comporta la perdita di molti dei benefici del sistema BIM, in ordine all’ottimizzazione delle ore lavorative.

Con queste ultime considerazioni siamo arrivati alla fine di questo secondo ciclo di post su Revit STR, sperando che sia stato di vostro interesse, ringraziamo l’architetto Facchetti per la disponibilità e la competenza dimostrata e lo invitiamo ad essere nuovamente nostro ospite in qualsiasi momento lo desideri.

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Davide Facchetti.

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