Family wars – Parte 3

In questo post conclusivo, vedremo come assemblare quanto prodotto in precedenza, in sostanza come richiudere la nostra matrioska. Sebbene cronologicamente sia stato inserito per ultimo, in realtà nella concezione generale della famiglia e del suo comportamento/personalizzazione, corrisponde al primo passaggio da effettuare.

Il famoso, progettare il progetto, di cui molto spesso si parla sui forum. In questo caso si tratta di progettare la famiglia. Per questo specifico oggetto, si tratta di definire una struttura che ci consenta di controllare le dimensioni principali (LxPxH). Oltre a ciò, occorre definire l’intervallo entro cui saranno distribuiti i ripiani (Fig.1).

Fig.1

Fig.1

Questo per quanto riguarda le dimensioni globali. Il passo successivo è quello della nidificazione delle famiglie sviluppate in precedenza; un vero e proprio assemblaggio come se l’oggetto venisse realizzato in fabbrica. Si tratta un po’ della “chiusura” della nostra matrioska. Anche per questa procedura i passaggi sono sostanzialmente standardizzati, quelli che raccomandiamo prevedono il seguente ordine:

  • Caricamento della famiglia esterna nella famiglia principale.
  • Collegamento dei parametri tra le due (Fig.2).
Fig.2

Fig.2

  • Test dei parametri alla ricerca di eventuali errori ed anomalie di funzionamento.
  • Vincolo della famiglia esterna alla struttura di riferimento.

Completata la sequenza per ciascuna delle famiglie da nidificare, nel nostro caso il montante ed il ripiano con tirante incorporato, ci ritroviamo con l’oggetto pressoché finito.

Vista la particolarità di questa libreria di contenere più di un ripiano, si rende necessaria anche la loro ripetizione utilizzando il comando Matrice. Un aspetto da non dimenticare durante quest’operazione, è la necessità di vincolare alla struttura dei piani di riferimento, SIA il primo elemento della serie SIA l’ultimo.

Come stabilito in fase di progettazione della famiglia, sarà il numero di ripiani ad essere esplicitato dall’utente, quindi l’interesse tra essi verrà ottenuto mediante l’utilizzo di una formula. Più precisamente si tratterà semplicemente di dividere la lunghezza disponibile per l’inserimento dei ripiani, per il loro numero complessivo (Fig.3).

Fig.3

Fig.3

Oltre a preoccuparci del funzionamento in generale della famiglia, è opportuno inserire, attraverso l’utilizzo di formule condizionali dei controlli che la rendano a prova di errore. È il caso dell’inserimento di un valore che renda impossibile la creazione di una geometria o di una serie. Nel nostro caso specifico, il valore dei ripiani non potrà essere inferiore a 2, altrimenti Revit non sarà in grado di generare la serie; quindi si rende necessaria la creazione di un ulteriore parametro che regoli il numero dei ripiani, dipendente tramite formula condizionale dal parametro N ripiani, inserito dall’utente all’interno del progetto (Fig.4).

Fig.4

Fig.4

A questo punto la creazione della famiglia è conclusa ed è pronta per essere inserita nei nostri progetti.

Rispetto alla controparte iniziale programmata in GDL, i vari step potranno sembrare forse più laboriosi. In realtà aver realizzato la famiglia attraverso l’utilizzo di famiglie nidificate, ci permette di sfruttare la stessa “struttura” per produrre un’ampia gamma di famiglie simili, impiegando altre nidificate nell’assemblaggio attraverso una semplice sostituzione all’interno del selettore del Tipo (Fig.5).

Fig.5

Fig.5

Quindi è chiaro come l’investimento di tempo nella cura per una corretta realizzazione della famiglia si ripaghi nel corso del tempo durante l’uso quotidiano, prelevando all’occorrenza dal nostro “magazzino elementi”. Con un oggetto generato tramite programmazione, significherebbe andare a sostituire una o più porzioni di codice, magari a distanza di parecchio tempo dalla creazione, dovendo così spendere del tempo anche a ricordarci il come ed il perchè il codice era stato scritto in un certo modo.

Avendo avuto occasione di confrontarmi con entrambi i metodi, trovo sicuramente più semplice e naturale l’approccio “grafico” di Revit, dove una volta che abbiamo ben chiaro in mente ciò che vogliamo ottenere, si tratta solamente di disegnarlo.

Buon Revit!

 

 

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